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Il Comune

Area V - Vigilanza

L'incidentalitÓ

  

L’incidentalità       

 

In Italia si verificano in media 617 incidenti stradali, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di altre 860.

Nel complesso, nell’anno 2005 sono stati rilevati 225.078 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 5.426 persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità.

Rispetto al 2004 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,8%), del numero dei morti (-4,7%) e del numero dei feriti (-2,7%).

L’analisi dell’incidentalità nel lungo termine evidenzia, anche se con qualche oscillazione, un andamento crescente del numero degli incidenti e dei feriti nel periodo 1991-2002.

A partire dall’anno 2003 inizia un trend discendente, attribuibile anche in parte all’entrata in vigore del Decreto Legge n. 151 del 27 giugno 2003 che ha introdotto la patente a punti e nuove regole in tema di codice della strada.

La legge introduce sanzioni più severe per tutti gli automobilisti indisciplinati e prevede un inasprimento dei punti da sottrarre a seconda delle infrazioni commesse.

Nel complesso emerge, inoltre, una costante riduzione della gravità degli incidenti, evidenziata dall’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti) che si attesta al 2,4% del 2005 contro il 4,4% del 1991 e dall’indice di gravità che passa da 3,0 a 1,7 decessi ogni 100 infortunati. Statistica incidenti stradali anno 2005 - Istat

 

Per quanto riguarda la provincia di Rieti, vi è da segnalare che questa è stata  in controtendenza col dato nazionale, fino al 2005, anno in cui si è registrata una diminuzione degli incidenti (484 incidenti nel 2002, 723 nel 2003, 778 nel 2004 e 572 nel 2005).

I dati riguardanti il territorio di Magliano Sabina, sono stati forniti dalla locale Stazione Carabinieri, e risultano sottostimati in quanto escludono gli incidenti minori in cui non è stato richiesto il loro intervento, ovvero sia intervenuto personale dell’Aliquota Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto o della Polizia Stradale.

Al fine di ricavare utili indicazioni statistiche sono stati rielaborati distinguendoli per località e tra urbani ed extraurbani.

Relativamente alla S.R. Flaminia, si riportano anche i dati dal 1999 all'ottobre 2003; tali dati sono stati trasmessi all'Ufficio Territoriale del Governo di Rieti, nell'istanza ai fini dell’emissione del decreto di cui all’art 4 della legge 168/02, di individuazione dei tratti di strada in cui non è possibile la contestazione immediata delle violazioni di cui agli art. 142 e 148 del Codice della Strada.

Si evidenzia che i servizi di rilevazione e contestazione delle violazioni ai limiti di velocità sono iniziate nell'anno 2005.

 

LOCALITA'

2004

FERITI

2005

FERITI

FLAMINIA[1]

8

11

5

6

S.P. 54

7

10

8

7

S.R. 657

3

3

1

4

S.P. GIGLIO

0

0

1

1

VIA VENETO LOTTI

0

0

2

1

VIALE XIII GIUGNO

1

3

1

0

TOTALE

19

27

18

19

URBANO

6

10

11

9

EXTRAURBANO

13

17

7

10

[1] Compresi 2 incidenti avvenuti, in corrispondenza dell’incrocio con la Strada del Passatore, ricadente, per un brevissimo tratto (mt. 300), nel Comune di Gallese,  e costituente un enclave nel territorio comunale. 

 

L’allegato al Piano delle priorità - Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, al tratto della Flaminia ricadente nella Regione Lazio, attribuisce un indice di rischio del 143 % (quindi sopra la media) con un numero di feriti ogni anno per 100 km pari 87,4 e un numero di morti ogni anno per 100 km di 4,2. (calcolati dal 96-00).(Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2002 - Azioni Prioritarie - allegati tecnici)

A titolo di confronto, i dati calcolati sulla media del periodo (1999 – 2005) nel tratto ricadente nel nostro territorio, descrivono una situazione anche peggiore, con un numero di feriti annui, rapportato a 100 km, di 152 e il numero di morti annui per 100 km pari 10,5.

I costi sociali, stimati per il triennio 1998 – 2001, degli incidenti stradali, comportano un onere annuo procapite di 542 Euro. (Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2002 - Azioni Prioritarie)

Uno dei caratteri peculiari della situazione italiana, è costituito dall’elevato tasso di incidentalità urbana: Le città si confermano i luoghi dove si riscontrano la maggior parte di incidenti e di feriti: nel 2005 sulle strade urbane si sono verificati 172.422 incidenti (il 76,6% del totale degli incidenti) che hanno causato 228.109 feriti (pari al 72,7% sul totale). Il numero dei morti sulle strade urbane è parial 44,5% (2.417 in valore assoluto). (Statistica incidenti stradali anno 2005 - Istat)

Per quanto riguarda il nostro territorio, raffrontando i dati del 2005 con quelli del 2004, si nota una marcata riduzione in ambito extraurbano e una crescita in quello urbano.

In particolare ben il 46% degli incidenti avvenuti in ambito urbano è avvenuto nell’area compresa tra Loc. Filoni e Viale XIII Giugno.

 

 

Le cause degli incidenti

 

Nel 2004 il 91,1% degli incidenti stradali è stato causato dal comportamento scorretto del conducente alla guida del veicolo. In particolare il 15,1% è causato dalla guida distratta o andamento indeciso, il 12,2% dall’eccesso di velocità e l’11,4% dal mancato rispetto della distanza di sicurezza. Lo stato delle infrastrutture ha pesato per il 4% dei casi. Lo stato psico-fisico alterato, il 2% del totale è caratterizzato da tre cause fondamentali: (l’ebbrezza da alcool nel 72% dei casi e il malore improvviso ed il sonno nel 19%) (Statistica degli incidenti stradali anni 2003-2004 - Istat)

Nel 2005, Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata costituiscono da sole il 50% dei casi.

Lo stato psico-fisico alterato, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (2%), va segnalato per la gravità degli eventi ed il fatto che essi coinvolgono di più i giovani.

Le cause principali che rientrano in tale categoria sono: l’ebbrezza da alcool (4.107 casi pari al 70% della categoria), il malore improvviso, l’ingestione di sostanze stupefacenti o psicotrope ed il sonno che con 1.551 casi pesano per il 26%. Soltanto in 766 casi, che pesano per lo 0,3% sul totale, sono stati difetti o avarie del veicolo ad aver causato gli incidenti.

Per quanto riguarda il mancato rispetto delle altre norme, i dati statistici  evidenziano che il 18,5 dei sinistri, si sono verificati per mancato rispetto della precedenza, il 2,7 %  per guida contromano e il 1,9%,  per mancato rispetto degli attraversamenti pedonali. (Statistica incidenti stradali anno 2005 - Istat)

Ovviamente nel valutare i dati di cui sopra, occorre considerare che spesso, nel causare l’evento, concorrono cause diverse, con peso difficilmente distinguibile.

In particolare l’eccesso di velocità ha un ruolo cruciale relativamente alla gravità delle conseguenze degli incidenti: relazioni sperimentali evidenziano che il numero dei morti è proporzionale alla quarta potenza della velocità media del flusso veicolare, il numero dei feriti gravi cresce con la terza potenza della velocità, il numero dei feriti aumenta con il quadrato della velocità e il numero degli incidenti aumenta di circa il 2% per ogni incremento di 1 km/h della velocità media del flusso.

Ciò significa che da una riduzione del 10% della velocità media del flusso (p.e. da 90 km/h a 81 km/h) conseguirebbe una riduzione della mortalità del 35%. (Linee Guida per la redazione dei Piani della Sicurezza Stradale Urbana)

L’incidentalità risulta altresì correlata allo scostamento rispetto alla velocità media. (Synthesis of safety research related to speed and speed limits - Federal Highway Administation)

In ambito urbano, studi della Comunità Europea, indicano che in circa il 55 % degli incidenti la velocità dei veicoli è superiore a 50 km/h, mentre in solo il 5 % degli incidenti la velocità dei veicoli è inferiore ai 30 km/h.(Linee Guida per la redazione dei Piani della Sicurezza Stradale Urbana)

Assodata l’importanza, in termini di sicurezza stradale, del mantenimento da parte dei conducenti di una velocità adeguata, risulta interessante conoscere quali fattori la influenzino.

Ciò non per mera curiosità scientifica, ma quale utile conoscenza per individuare gli strumenti più idonei per controllarla.

Vari studi dimostrano che i conducenti prendono a riferimento la velocità dei veicoli circostanti, ma nel fare ciò, hanno la tendenza a sottostimare la propria e a sovrastimare quella degli altri.

La valutazione della velocità è influenzata da percezioni visive, (più l’ambiente è ricco di particolari, maggiore la percezione di velocità) e da informazioni uditive (da questo punto di vista lo sforzo delle case automobilistiche di progettare abitacoli sempre più silenziosi espone i guidatori al rischio di raggiungere velocità molto alte senza accorgersene).

Altro fenomeno da menzionare è l’adattamento alla velocità. Si è constatato infatti che per mantenere nel tempo la percezione psicologica di una velocità costante, la velocità deve essere progressivamente aumentata.

 

Ciò per inciso può divenire un fattore rilevante nei tratti posti in prossimità dei caselli autostradali; i conducenti in uscita, presumibilmente abituati a velocità sostenute, non si rendono conto della loro effettiva velocità.

Studi statistici, in effetti, hanno rilevato velocità più elevate nei veicoli in uscita dalle autostrade rispetto ai veicoli in entrata.  (Mente e corpo al volante, Marco Costa, Leonardo Corazza, Pio E. Ricci Bitti)

Altri fattori influenzanti sono l’età (i conducenti più giovani tendono a mantenere velocità più elevate), la considerazione delle altrui opinioni in merito (familiari, amici, passeggeri, autorità etc) e di come venga percepito il rischio di incorrere in incidenti o in sanzioni.

 

Soggetti coinvolti

 

Il 67,0% dei morti ed il 70,8% dei feriti a seguito di incidente stradale è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti, i passeggeri trasportati rappresentano il 20,0% dei morti ed il 23,2% dei feriti ed i pedoni, che costituiscono un’utenza debole della strada, risultano appena il 6,1% dei feriti ma ben il 13,0% dei morti.

Le differenze tra i livelli di rischio per le diverse categorie di utenti emergono più chiaramente dal rapporto tra numero di morti ed infortunati totali: nel 2005 ogni 100 conducenti infortunati si sono registrati circa 1,7 morti; tale rapporto si riduce a 1,5 per i trasportati, ma sale a 3,7 per i pedoni.

I conducenti morti a seguito di incidente stradale presentano il valore massimo in corrispondenza della fascia di età compresa tra 25 e 29 anni (504 decessi in valore assoluto), seguiti dalla fascia di età 30-34 anni (401 morti) e dalla fascia 21-24 anni (371 morti).

Per quanto riguarda i conducenti rimasti feriti le fasce di età più colpite risultano quelle di 25-29 anni (31.859 feriti in valore assoluto), di 30-34 anni (30.952 feriti) e quella di 35-39 anni (25.572 conducenti feriti). Statistica incidenti stradali anno 2005 - Istat

 

Tra le diverse utenze deboli si possono distinguere le diverse abilità e nel caso dei pedoni i diversi livelli di capacità motoria. (es. pedoni anziani, bambini e portatori di handicap) i quali costituiscono categorie particolarmente a rischio.

I conducenti dei ciclomotori rappresentano una categoria ad elevatissimo rischio con un tasso di mortalità 4 volte superiore a quello degli automobilisti


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