Il vino della Sabina è celebre dai tempi dei Romani. Di fronte al Soratte innevato - che domina la vallata a sud di Magliano - Orazio cantava Dissolve frigus ligna super foco/large reponens atque benignius/deprome quadrimum Sabina,/o Thaliarche, merum diota, "Dissolvi il freddo buttando legna sul fuoco largamente e più abbondantemente cava o Taliarco, il vino vecchio di quattro anni dall'anfora sabina". Da secoli la vitivinicoltura maglianese caratterizza questo territorio, con paesaggi collinari cosparsi di vigneti e - mai come oggi (rispetto ai tempi dei giudizi, altalenanti, di Orazio) - ricchi di vini di qualità, con etichette Doc e Igt. Oltre ai produttori in proprio, nelle piccole aziende agricole maglianesi, si contano tre piccole case vinicole: la Cantina Vini dei Colli Sabini, Lorenzoni e la Cantina Toni

Ma questa subregione, a cavallo tra Lazio e Umbria, è tradizionalmente associata alle straordinarie qualità organolettiche dell'olio extravergine della Sabina: un olio denominazione di origine protetta (Dop) di elevata digeribilità, con vitamine A D E K, scarsamente acido e soprattutto molto leggero. Il gusto è inconfondibile. I produttori corrispondono, a Magliano, in parte con le aziende vinicole: la Cantina Vini dei Colli Sabini e la Lorenzoni, ma esistono anche singole vendite dirette che imbottigliano e commercializzano a km zero il loro oro giallo (Il Giglio di Varasconi). Sempre da Magliano parte la Strada dell'olio e dei prodotti tipici della Sabina, un percorso che porta il turista e il buongustaio ad addentrarsi dall'Autosole all'interno delle terre incontaminate - e sconosciute ai più - della Sabina.

Ultimo aggiornamento

Martedi 17 Dicembre 2019